Piano casa: si muovono le Regioni

 Le Regioni stanno procedendo nel percorso della legge regionale per permettere ampliamenti delle cubature fino al 20% o fino al 35% nel caso di demolizione e ricostruzione delle abitazioni mono e bifamiliari, secondo quanto previsto dall’ intesa tra Stato e Regioni del 31 marzo scorso. A partire dai primi di agosto il Piano casa dovrebbe quindi essere operativo.

La prima a dotarsi di una legge è stata la regione Toscana, che ha escluso dal provvedimento centri storici e case condonate. In Piemonte la legge, deliberata in Giunta, è in attesa di passare al Consiglio: se verrà approvata, si potrà ampliare o demolire per ricostruire in deroga ai piani regolatori solo se si ottiene un forte risparmio energetico.

In Lombardia la sostituzione edilizia dovrebbe riguardare anche le aree storiche o di rilievo naturalistico – ambientale. Previsto il raddoppio dell’ ampliamento delle abitazioni (dal 20 al 40%) per quei Comuni che avevano già previsto questa possibilità. Nella Provincia autonoma di Bolzano la materia è delegata alla Giunta. La provincia di Trento ne ha invece competenza esclusiva. In Veneto, la cui Giunta ha approvato il testo lo scorso aprile, l’ ampliamento a seguito di ricostruzione è consentito fino al 40% se vengono utilizzate fonti energetiche rinnovabili.

Recupero sottotetti: il Lazio pretende il risparmio energetico

 Dopo anni di gestazione è stata varata la legge della regione Lazio sul recupero abitativo dei sottotetti residenziali. La nuova norma (Legge 16 aprile 2009, n. 13) giunge dopo che quasi tutte le regioni italiane hanno varato regole su questo tipo di incrementi volumetrici, probabilmente anche sotto l’ influenza del Piano Casa del Governo Berlusconi.

In sostanza è consentito il recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti alla data di entrata in vigore, riducendo, ai fini della concessione dell’ agibilità, l’ altezza minima media da 2,7 metri a 2,4 per i locali abitativi e a 2,2 metri per quelli a servizi. Nei comuni montani (elencato nell’ allegato alla legge n. 9 / 1999) l’ altezza media ponderale è di 2,2 metri anche per i locali abitativi.

È possibile ridurre a metà, rispetto alle norme nazionali, la superficie delle finestre: dovranno essere di ampiezza di 1 / 16 di quella del pavimento, anziché di 1 / 8. Non vanno considerati nel calcolo, ai fini delle altezze e dei rapporti aeroilluminanti, gli spazi inferiori a 1,5 metri (1,3 metri per i servizi) che vanno chiusi con armadietti.

Ma l’ innovazione più radicale è stata quella di prevedere (in linea con quanto stabilito da Lombardia, Liguria e Umbria, ma in contraddizione con le norme di altre regioni), che l’ edificio possa essere sopraelevato fino a raggiungere l’ altezza minima consentita per il recupero.

Convegno del coordinamento unitario della proprietà immobiliare sul piano casa, con La Russa e Gasparri

 Mercoledì, 13 maggio, il Coordinamento Unitario della Proprietà Immobiliare, composto da Arpe – Federproprietà, Asppi, Confappi e Uppi, si è svolto ad un convegno inerente il Piano Casa allo studio del Governo. All’ incontro presso l’ Hotel Nazionale in Piazza Montecitorio, oltre ai presidenti delle quattro sigle che compongono il Coordinamento, ovvero rispettivamente Michele Pazienza, Luigi Ferdinando Giannini, Silvio Rezzonico e Giacomo Carini, hanno preso parte anche il ministro Ignazio La Russa ed il presidente del Gruppo del Popolo della libertà al Senato, Maurizio Gasparri.

Il Coordinamento Unitario della Proprietà Immobiliare ha effettuato un ampio ed approfondito esame della situazione del settore immobiliare e locativo, evidenziando le principali iniziative da adottare in tempi brevi, sia nell’ interesse dei proprietari edilizi, sia nell’ interesse dell’ inquilinato meno abbiente, per dare immediate risposte all’ emergenza casa e porre fine all’ illegittimo blocco dell’ esecuzione degli sfratti, che si protrae ormai da decenni.

Sono tre i punti individuati dal Coordinamento su cui puntare nel breve termine, già previsti dalle leggi vigenti e a costo pressoché nullo. In primo luogo, l’ immediata attivazione dell’ Osservatorio Nazionale sulla Condizione Abitativa, organismo non soltanto indispensabile per la determinazione dei fabbisogni, quale supporto proprio per il piano casa, ma anche come occasione di confronto fra istituzioni ai vari livelli ed associazioni e sindacati più rappresentativi su scala nazionale.

Quindi il rinnovo della convenzione nazionale prevista dalla Legge n° 431 / 98 ai fini del rilancio delle locazioni a canone concordato, da più parti riconosciute come valido strumento per una più concreta politica dell’ affitto. Infine, la revisione del decreto ministeriale 22 / 4 / 2008 sulla definizione di alloggio sociale, che va coordinata con altre disposizioni nel frattempo entrate in vigore.

Assoedilizia. Tavola Rotonda con il Sottosegretario Mario Mantovani. Particolare attenzione al social housing

 “Piano casa: agevolazioni fiscali e premialità urbanistiche per la riqualificazione o la sostituzione edilizia, liberalizzazione degli interventi, ma potenziando i controlli pubblici”, dice il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici. “Nei termini in cui si va configurando il provvedimento legislativo in itinere inerente al Piano Casa e / o al Piano Famiglia, esso ha il merito di “valenza anticiclica sul piano economico, valenza sociale, razionalizzazione del sistema normativo edilizio – urbanistico”, ha sintetizzato il presidente di Assoedilizia aprendo i lavori della Tavola Rotonda sul tema, svoltasi nella sede di Milano dell’ associazione dei proprietari immobiliari.

Oltre 300 persone hanno affollato la Sala Conferenze e le due sale collegate, a conferma di quale sia l’ interesse sull’ argomento. Trasferendo tale interesse in campo nazionale (il 78% degli italiani abita in case di proprietà) si capisce perché il governo abbia puntato sul settore casa per il new deal italiano: un po’ come ha fatto Obama che ha puntato sulla tecnologia verde, nella quale il nostro Paese non eccelle.

Il Piano è stato illustrato dal Sottosegretario alle Infrastrutture e all’ Edilizia abitativa sen. Mario Mantovani: “Non intende solo rispondere alla più che giustificata domanda di edilizia popolare – 20.000 richieste a Milano, 600.000 in tutta Italia – ma anche alle domande sul merito e la socialità”. Riassumibili in queste cifre.

In Francia si costruiscono ogni anno 40 – 50.000 case di edilizia sociale, in Italia poco più di 1.000, in conseguenza del defatigante iter Stato – Regioni – Aler, nonostante siano disponibili, e inutilizzati, 1.520 milioni di euro dei fondi ex Gescal. Da qui la decisione di tagliare lacci e lacciuoli con la previsione, nel Piano, di una sola conferenza dei servizi per decidere tutto. E tentare di raggiungere gli obiettivi francesi.

Piano Casa, maggiore attenzione alle misure antisismiche

 Il Piano Casa punta alla sicurezza. Dopo il terremoto registrato in Abruzzo, che ha provocato più di 150 vittime e migliaia di feriti, sono molti i professionisti e gli esponenti del mondo politico che chiedono un adeguamento alle misure antisismiche. Il Ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola e Fabrizio Vigni, presidente degli Ecologisti Democratici, chiedono la messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano.

Casa Lombardia, varato il piano 2009. Programmati interventi per 2.200 alloggi a basso canone

 “Nel 2009 la Regione Lombardia finanzierà programmi e interventi per rispondere al bisogno abitativo con 316 milioni di euro, di cui circa 79 sono la parte che il Piano casa nazionale destina alla Lombardia”. Lo ha annunciato il presidente Roberto Formigoni, illustrando i diversi provvedimenti approvati dalla Giunta regionale su proposta dell’ assessore alla Casa e Opere Pubbliche, Mario Scotti.

Piano casa: nell’ accordo nessun riferimento agli edifici industriali e commerciali

 Ampliamenti e cubature aggiuntive solo per le abitazioni, non per gli edifici industriali e commerciali. Almeno per ora. Nell’ ultima versione dell’ accordo Governo – Regioni – Autonomie sul piano casa capannoni industriali e piccole strutture commerciali sono state escluse. Lo ha rilevato con disappunto il presidente dell’ Ance, Paolo Buzzetti. “Potenzialmente l’ accordo tra Governo e Regioni sul piano a sostegno dell’ edilizia – ha detto il presidente dei costruttori – è un buon accordo, ma ha dei limiti che vanno superati. Non si parla esplicitamente del non residenziale, un settore nel quale applicare il premio del 35% nelle cubature per l’ abbattimento e la ricostruzione dell’ edificio è più semplice che nei condomini”.

Recuperare le periferie. Le new town proposte da Silvio Berlusconi: una valida chance, secondo l’ Ance

 Occorre un piano capace di rimettere ordine negli spazi degradati delle città, dice l’ Ance. Da non trascurare la proposta delle new town tirata fuori da Silvio Berlusconi in appendice al via libera al piano casa. Ma il dubbio di architetti e urbanisti è unanime: su quale modello trovare una risposta convincente alla rapida e disordinata crescita delle aree metropolitane, soprattutto nelle zone periferiche, all’ espansione spesso informale che ha caratterizzato lo sviluppo delle nostre città? Quartieri satellite, sia pure di nuova concezione?

News mercato immobiliare: grande interesse a chiese, cappelle, oratori da riconvertire ad usi civili

 Il CESCAT – Centro studi casa e territorio di Assoedilizia ha stimato che in Italia esistano circa 5.000 tra chiese, cappelle e oratori pronti al riuso edilizio. Tutti di proprietà privata o di enti ecclesiastici, suscettibili di trasformazione funzionale e di riuso a fini civili. Molte, dopo la sconsacrazione, sono state adibite, con lunghe pratiche ed impegno, ad uso di abitazione o ad usi diversi (terziario – commerciali, artistici, espositivi, ricettivi). Molte rimaste alla destinazione funzionale di culto soffrono di una condizione di degrado per l’ ingente costo comportato dalle spese manutentive. In tempi più recenti, si è registrata una accentuazione della ricerca di tali edifici che, una volta sconsacrati, soprattutto se ubicati in contesti urbani o ambientali di pregio, possono essere utilmente e proficuamente conservati, previa una loro riconversione ad usi civili.