Crescono i mutui a tasso fisso per tassi Bce e crisi subprime

 Secondo l’Associazione Italiana Credito al Consumo e Immobiliare i mutui a tasso fisso hanno guadagnato un 33% rispetto allo stesso periodo del 2006 raggiungendo il 51% del mercato. Una situazione figlia della crisi dei mutui subprime in America che ha avuto come diretta conseguenza l’aumento della rata mensile per quanto riguarda i mutui a tasso variabile.

“La crisi di fiducia e di liquidità generate dalla crisi americana hanno comportato per le banche un aumento del costo di approvvigionamento” ha dichiarato Luciano Ambrosone, responsabile dell’Ufficio per i finanziamenti ai privati di Intesa SanPaolo, al Sole 24 Ore.

“Oggi ci sono le condizioni per aumentare i tassi suoi nuovi mutui che abbiamo dovuto rivedere al rialzo dall’inizio del mese corrente per riflettere il sottostante costo della raccolta affrontato dalla banca” ha aggiunto.

Nomisma: Nel 2007 prezzi immobiliari in crescita rallentata, erogazioni mutui sempre a livelli record

 I prezzi immobiliari in Italia nel corso del 2007 stanno registrando ancora un aumento anche se con una dinamica inferiore agli anni passati e si nota un aumento dei tempi medi di vendita. Lo ha affermato Daniela Percoco, Direttrice dell’Osservatorio immobiliare di Nomisma a Milano per la presentazione dell’osservatorio sulle residenze esclusive. “Il mercato delle locazioni è ancora abbastanza debole con canoni elevati che crescono comunque meno dei prezzi”, ha poi proseguito Daniela Percoco. “Per quanto riguarda i mutui è vero che Bankitalia registra un calo delle erogazioni rispetto agli anni precedenti ma siamo sempre su livelli record. L’erogato sul Pil in Italia è circa al 17%, decisamente una percentuale non paragonabile agli altri paesi europei principali o agli Stati Uniti”.

Adusbef: “Mutui: La Repubblica delle banche rende abissale la distanza tra classe politica e cittadini.”

 Se nelle prossime due settimane il ministro dello Sviluppo economico si impegnera’ a sbloccare la portabilita’ dei mutui, una legge dello Stato non applicata dalle banche,come la cancellazione automatica dell’ipoteca sui mutui già estinti e l’istituto della surroga, vuol dire che con un ritardo superiore ad un semestre,riconosce che il decreto che porta il suo nome,è lettera morta perché aggirato dall’arroganza e dalla supponenza delle banche, che dovranno essere severamente sanzionate a questo punto, non già premiate dal Governo.

Adusbef: “Accettabile la legge Finanziaria approvata dal Governo”

 Sorprendenti le dichiarazioni dell’ex presidente della Fed Alan Greenspan, il maggior artefice della crisi dei mercati e fautore della teoria economica che fonda i consumi sui debiti e sulle piramidi finanziarie dei derivati,che dopo aver istigato milioni di famiglie americane che con i loro redditi non avrebbero mai potuto acquistare una casa ad indebitarsi con la trappola dei bassi tassi di interessi, calati fino all’1% e poi aumentati al 5,25%, consiglia al governo italiano di utilizzare il tesoretto per ridurre il debito pubblico e far tirare ancora di più la cinghia alle già tartassate famiglie italiane.

Mutui e prestiti: si allarga di nuovo la forbice tra i tassi italiani e quelli UE

 Adusbef: GLI SFORTUNATI MUTUATARI ITALIANI, GRATI A BANKITALIA, COSTRETTI A PAGARE 22.000 EURO IN PIU’ SU UN MUTUO TRENTENNALE DI 100.000 EURO.

Il sistema bancario italiano protetto da Bankitalia,per questo arrogante ed inefficiente, continua a far pagare il costo del denaro, specie sui mutui, oltre 1 punto in più della media delle banche UE, maggiorando anche i tassi sul credito al consumo. Secondo gli ultimi dati di Bankitalia e BCE infatti (Bollettino del settembre 2007), la media dei tassi sui mutui praticati in Italia dalle banche è del 5,96%,contro una media UE del 4,90%,con un differenziale di 1,06 punti; la media del credito al consumo praticato in Italia è del 7,98%,contro il 6,77% della media UE (+1,21%).

Adusbef: Mutui sub-prime, perdite per 200 miliardi di dollari

 Le enormi perdite per 200 miliardi di euro dei mutui sub- prime, stimate dal Fondo Monetario, nonostante le banche centrali, specie FED e BCE funzionali agli interessi delle grandi banche di affari e delle agenzie di rating, hanno tentato di minimizzarne gli effetti,deve indurre i paesi del G7, se non vogliono rischiare di esserne travolti, a mettere sotto controllo la finanza derivata, che ha superato il volume di 400.000 miliardi di dollari (contro un PIL mondiale di 38.000), con crescite abnormi le cui stime sfuggono perfino alla Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).

Rapporto Nomisma: La condizione abitativa in Italia

 IL CONTESTO DI RIFERIMENTO
L’indagine sulla condizione abitativa in Italia, sui fattori di disagio e sulle strategie di intervento, commissionata a Nomisma dal Ministero delle Infrastrutture, Direzione Generale per l’Edilizia Residenziale e le Politiche Urbane e Abitative, in occasione della Conferenza Nazionale sulle Politiche Abitative ha come obiettivo la quantificazione della dimensione reale dei fenomeni di disagio abitativo delle famiglie.

L’entità del disagio, definito come la condizione di privazione o sofferenza di chi è privo dei mezzi economici necessari per soddisfare i bisogni minimi di servizi abitativi, può essere, con qualche margine di approssimazione, dedotta dai dati sulla situazione economica di individui e famiglie. Il disagio abitativo assume una duplice connotazione: da un lato quello identificato da un rapporto di grandezze economiche – al suo interno ci sono casi sempre più numerosi afferenti a differenti categorie sociali che si trovano nella impossibilità ad accedere al bene casa (giovani coppie, giovani soli, lavoratori, migranti, famiglie numerose, anziani, sfrattati, studenti universitari fuori sede) e, altre situazioni, per le quali cresce sempre più l’onerosità del costo della casa in rapporto al reddito e alla ricchezza – dall’altro la insufficiente qualità degli attributi intrinseci dell’abitazione, come la superficie pro capite, lo stato di manutenzione o la dotazione di impianti di vario tipo, per non parlare del disagio di chi è costretto a vivere in ricoveri di fortuna (è un fenomeno, nuovo per l’Italia, quello delle bidonville).

Mutui. Adusbef:”Non bastano le rassicurazioni ABI per escludere un rischio di insolvenza per migliaia di famiglie indibitate a tasso variabile”

 Non bastano le rassicurazioni dell’Abi per escludere un rischio di insolvenza per migliaia di famiglie, indebitate al 91% a tasso variabile per prestiti di lunga durata per esclusiva responsabilità delle banche, che ancora oggi difendono una posizione sbagliata,affermando che chi ha contratto mutui indicizzati, quando i tassi fissi erano al minimo storico e pari al 3,60 % nel 2003, avrebbero guadagnato e non perso (non solo in termini economici).

Mutui: Italiani penalizzati rispetto ai consumatori europei

 Non c’era bisogno del rapporto dell’Abi per certificare l’aumento del costo del denaro in Italia, aumentato ad agosto ai massimi degli ultimi cinque anni,con tassi applicati dalle banche per i prestiti alle famiglie per l’acquisto della casa volati al 5,63% come media mensile, oltre un punto percentuale superiore ad agosto 2006 quando era stato del 4,57%,mentre dopo l’11 settembre i tassi avevano iniziato a scendere, toccando il minimo a luglio 2003 al 3,58%.

Piuttosto l’Abi spieghi perché dal luglio 2003, con tassi minimi irripetibili e con indicatori unanimi al rialzo del costo del denaro, siano stati erogati mutui a tassi variabili in maggioranza, ossia al 91 % della clientela,invece di irripetibili tassi fissi erogati al 9% e solo dietro insistenza dei richiedenti,ossia a circa 300.00 famiglie,contro 3,2 milioni che fanno fatica a pagare el rate e sono a rischio insolvenza.

La stangata dei mutui. Cosa fare? I consigli del CTCU

 Il popolo dei mutui a tasso variabile è sempre più in allarme ed in difficoltà: sempre più numerosi i mutuatari che chiedono consiglio al CTCU sul da farsi. L’incertezza su come proseguire è grande e le banche, in gran confusione, dispensano pochi e spesso interessati consigli su come affrontare la crisi. E c’è anche chi, a dispetto di probabili nuovi rialzi dei tassi già a breve, consiglia ancora di attendere prima di passare al “fisso”. Sarà!? Il CTCU è sconcertato dal comportamento delle banche, soprattutto in ambito locale, che negli anni scorsi hanno spinto massicciamente i propri clienti alla stipula di mutui ancorati all’Euribor (circa il 90% del totale) ed ora propongono magari consolidamenti e allungamenti dei debiti, incamerando ulteriori interessi e compensi. Non solo. Quasi nessuna banca, lamentando anche qui il “non saper come fare”, mette in atto la cd. “surrogazione automatica del mutuo” prevista dal secondo Decreto Bersani, che potrebbe facilitare e rendere più snello il cambio in corso del mutuo ai mutuatari …

Mutui a tasso variabile: Adusbef e Federconsumatori chiedono interventi a favore delle famiglie. Governo e Bankitalia si attivino affinchè anche le banche facciano la loro parte

 Dal 2003 gli analisti finanziari paventavano la crescita dei tassi di mercato. Nonostante ciò, i consigli (o i mancati avvertimenti) delle banche hanno indotto chi intendeva accendere un mutuo per l’acquisto della casa a farlo al tasso (civetta) più basso, guarda caso, quello variabile. In questo settore l’Italia vanta una serie di primati: oltre i maggiori tassi medi rispetto al resto d’Europa, anche il fatto che il 75 per cento dei mutui in essere è a tasso variabile. In Francia e in Germania il dato è esattamente invertito: il 75 per cento dei mutui è a tasso fisso.

MUTUI: Per l’Adoc è allarme, aumenti fino a 700 euro sulle rate

 A Roma ogni mese centinaia di famiglie (secondo le stime dell’osservatorio dell’Adoc 1850 famiglie all’anno) sono oggetto di procedure esecutive immobiliari; non riescono a pagare le rate dei mutui, la maggior parte con contratti a tasso variabile del 5,67%, un punto in più della media europea.
“E’ un’anomalia del sistema bancario – commenta il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri – I mutui a tasso variabile, consigliati dalle banche almeno fino a pochi mesi fa, sono ostaggio dei continui rialzi dei tassi. Che a volte vengono anticipati dalle banche stesse rispetto alle decisioni della BCE. Abbiamo i finanziamenti più cari d’Europa, e adesso le rate potrebbero aumentare fino a 700 euro l’anno a famiglia”.