Il 22-23-24 Aprile si terrà a Napoli il corso di formazione sulla “Valutazione Immobiliare: criteri applicativi” risponde all’esigenza di un adeguamento delle metodologie valutative anche in considerazione delle recenti novità normative (D.L. 248/2005) degli IAS/IFRS e delle Basilea 2) che hanno inciso considerevolmente sulle modalità di valutazione dei beni immobiliari, soprattutto per quanto attiene gli operatori del settore, gli enti e gli investitori immobiliari. Quanto sopra è interconnesso con una serie di fenomeni, quali la trasformazione di grandi aree (STU, ecc.), la dismissione del patrimonio pubblico, la revisione degli estimi, la ripresa degli investimenti immobiliari e nel contempo del mercato dei mutui, si rende necessario ed urgente l’utilizzo di strumenti aggiornati ed innovativi, sia nel campo economico-estimativo che in quello urbanistico-territoriale. Il Corso si pone come obiettivo quello della illustrazione sintetica agli operatori specializzati delle tematiche economico-immobiliari (dal campo giuridico a quello tecnico-gestionale e commerciale) sviluppando l’innovativo percorso scientifico e metodologico richiamato nel Codice delle Valutazioni Immobiliari, al fine di consentirne innesto di nuove professionalità di natura estimativa e catastale sulle precedenti conoscenze e competenze tecniche.
Mercato immobiliare
“Affitto 2 milioni e mezzo di famiglie italiane in povertà” Il SICET illustra proposte e un appello, alle forze politiche, per le prossime elezioni
L’emergenza abitativa interessa oltre 2 milioni e mezzo di famiglie italiane. Il 63% di chi vive in affitto ha redditi modesti, inferiori a 20 mila euro annui incompatibili con gli affitti del mercato. Gli ultimi dati sugli sfratti del Ministero dell’interno rilevano che sono oltre 100 mila le richieste di esecuzione, 45 mila i provvedimenti convalidati e quasi 23 mila gli sfratti eseguiti l’anno passato, prevalentemente per morosità. Il SICET ha elaborato una serie di proposte, contenute in un appello alle forze politiche, per le prossime elezioni. Queste vanno da interventi strutturali sull’edilizia pubblica alla riforma delle locazioni private. Il sindacato inquilini della CISL propone anche delle misure straordinarie per tamponare il problema della morosità.
Cedolare secca, sarà la volta buona?
In occasione della tornata elettorale in corso, la proprietà edilizia chiede alle forze politiche chiarezza fra le altre cose – relativamente alla tassazione dei redditi da locazione (separatamente dagli altri, quindi, o insieme, in coacervo?). Sul punto registriamo – a parte improbabili, ma sempre possibili, sviste, delle quali daremmo eventualmente atto volentieri – le seguenti posizioni programmatiche. Partito democratico: “Tassare il reddito da affitto non ad aliquota marginale, ma ad aliquota fissa” (aliquota che Veltroni ha poi precisato – in una lettera a Confedilizia – nel 20 per cento). Popolo della libertà: “Graduale e progressiva tassazione separata dei redditi da locazione”. Udc: “Istituzione di una cedolare secca del 20 per cento sugli affitti per favorire l’emersione dei contratti illegali ed il ripristino della redditività dei canoni di locazione”. Constatiamo dunque, su questo aspetto (ormai da anni prospettato, e proposto, dalla Confedilizia), una favorevole convergenza: completa (perchè precisa anche nella misura dell’aliquota, oltre che nella necessità di ridare redditività alla locazione) nell’Udc, netta nel Partito democratico (che ha pure precisato – come visto, e sia pure in un secondo momento – la misura dell’aliquota), altrettanto netta (ma con duplice sottolineatura di una sua graduale attuazione: a valorizzare, inizialmente, i “contratti agevolati” – come li chiama esattamente la legge – e cioè i canoni fiscalmente agevolati perchè stabiliti dagli accordi Confedilizia/Sindacati inquilini) nel Popolo della libertà.
Ristrutturare casa, ripresa di stagione
A febbraio sono ripartite le ristrutturazioni immobiliari fiscalmente agevolate, del 27%. Le raccomandate inviate al Centro operativo di Pescara dell’agenzia delle Entrate, sono 23.000 per usufruire della detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per riqualificare il patrimonio abitativo italiano. I numeri però sono ancora lontani dalle performance sfoderate dagli altri mesi negli ultimi anni. La stagione invernale ha sempre avuto un andamento piuttosto modesto, dovuto soprattutto al clima, che non invoglia certo ad affrontare operai e disagi che si verificano durante una ristrutturazione ambientale. Ciò nonostante, su tutto il territorio italiano si è verificato un incremento del dato numerico relativo al recupero del patrimonio edilizio in regime fiscale agevolato. In termini percentuali, la crescita va dal +79% del Molise, la più alta del mese, al +8% dell’Umbria. Solo nel Friuli Venezia Giulia si è avuto un fenomeno contrario, ovvero una diminuzione del 5%, anche se i valori numerici sono abbastanza in linea fra loro, 734 in gennaio e 696 in febbraio. Perfettamente uguali, invece, i valori della Basilicata dove sono state 52 le richieste di detrazioni d’imposta inviate in gennaio e 52 in febbraio.
Mobilità residenziale, il caso del Comune di Venezia
Attraverso l’indagine “Vivere a Venezia” l’Osservatorio Casa del Comune ha messo in luce la situazione della residenza attraverso dinamiche demografiche, mercato immobiliare, andamento delle procedure di sfratto, patrimonio abitativo, programmi
Il progetto di casa Buderus
Casa Buderus è un laboratorio dimostrativo ideato dai tecnici di Buderus Italia, patrocinato da Legambiente e dalla Provincia di Milano. Nasce dall’esigenza di illustrare al pubblico, attraverso la fruizione diretta, le soluzioni più avanzate per il riscaldamento e il comfort ambientale, sfruttando in maniera integrata fonti di energia convenzionali e fonti rinnovabili.
Gli obiettivi di Casa Buderus sono molteplici: fornire agli operatori del settore un confronto oggettivo tra varie modalità realizzative dell’impianto di climatizzazione. Quantizzare in modo preciso i risparmi energetici e le riduzioni di inquinamento ambientale reallizate dalle varie soluzioni. Offrire un laboratorio per lo sviluppo di attività di ricerca finalizzata alla valutazione delle migliori soluzioni di isolamento e di protezione dall’irraggiamento dell’edificio, valutare in modo preciso i ritorni dell’investimento, confrontare differenti soluzioni tecnologiche, misurare i reali risparmi indotti da nuovi prodotti o nuove tecnologie. Verificare in modo sperimentale la rispondenza dei calcoli teorici delle condizioni previste da progetto per quanto concerne la certificazione energetica dell’edificio. Costituire un esempio pratico di riferimento da utilizzarsi durante le attività formative per gli operatori di settore al fine di valutare le modalità installative e le scelte tecnologiche. Stabilire un valido modello applicativo da utilizzarsi per la sensibilizzazione di progettisti, architetti, imprese immobiliari e committenti finali alla realizzazione di unità abitative ecologiche ed economiche. Casa Buderus, che simula i fabbisogni di un’abitazione unifamiliare per una famiglia media, è un edificio con valenze bioclimatiche, progettato cioè con accorgimenti che garantiscono sostenibilità ambientale, vantaggi in termini di comfort e prestazioni virtuose dal punto di vista energetico.
Mercato immobiliare: fine di un ciclo di durata decennale
Dal I Rapporto sul Mercato Immobiliare 2008 di Nomisma emerge che gli ultimi mesi del 2007, ed ancor più i primi del 2008, hanno accelerato la fine del più lungo ciclo immobiliare del II dopoguerra. Per la prima volta da 10 anni a questa parte le quantità scambiate in un anno stanno segnando il passo, dopo avere attraversato una fase di euforia che le ha portate da meno di 500 mila transazioni nel 1996 ad oltre 845 mila nel corso del 2006. L’anno che si è appena concluso ha accompagnato il termine di questo ciclo virtuoso, facendo inclinare verso il basso la curva della crescita di 5 punti percentuali, dopo un paio di anni in cui il motore immobiliare stava progressivamente rallentando. La flessione delle compravendite, più pronunciata nelle città metropolitane, ove assume anche connotazioni a due cifre, è il riflesso della debolezza della domanda di acquisto. Il quadro di rallentamento è in atto da alcuni anni e peggiora radicalmente nel II semestre del 2007, con l’esplodere della crisi finanziaria ed economica americana le cui conseguenze sono ancora difficili da quantificare, dato il convulso succedersi di notizie contraddittorie che, oltre a dipingere una situazione di oggettiva difficoltà, spesso contribuiscono ad alimentarla anche sul piano psicologico. Così le indicazioni di diminuzione della domanda si fanno sempre più pesanti, non solo nelle grandi città ma anche in corrispondenza delle città di grandezza intermedia. Le intenzioni di acquisto di un’abitazione sono al livello più basso dell’ultimo ciclo immobiliare (2,2%). Inoltre, il prezzo delle case nel 2007 è aumentato del 5,1% nelle grandi città e del 5,9% in quelle intermedie. Gli incrementi degli immobili non residenziali sono, nelle città intermedie, oltre il 6%. In queste ultime i tempi di vendita sono cresciuti ad un ritmo più rapido rispetto a prima e sono oggi allo stesso livello delle grandi città: servono mediamente 5,1 mesi per una casa, 5,5 mesi per un negozio, 6,3 mesi per un ufficio, 5,5 mesi per un capannone e solo poco più di 3 mesi per un box. Per quanto riguarda lo sconto applicato rispetto al prezzo iniziale non si è amplificato nei centri medi, diversamente da quanto rilevato nelle grandi città. Per il 2008 è prevista una stabilità dei prezzi.
Inaugurata ad Assago Casa Buderus, la prima casa classe “A”
Casa Buderus è un progetto ambizioso che nasce da una riflessione sullo sviluppo sostenibile come elemento indispensabile alla qualità di vita, e che si concretizza in un edificio unico nel suo genere: una casa-esposizione-laboratorio in cui ogni aspetto strutturale, architettonico, tecnico è studiato per concorrere sinergicamente ad ottenere il massimo dell’efficienza con il minimo impatto ambientale. Oltre a presentare le linee di ricerca e i sistemi prodotti dall’azienda, Casa Buderus vuole mostrare le caratteristiche e i vantaggi di un edificio con valenze bioclimatiche, ovvero progettato in modo da assicurare non soltanto la sostenibilità ambientale, ma anche prestazioni virtuose da un punto di vista energetico.
A tale scopo sono state adottate soluzioni progettuali che consentono di mantenere all’interno dell’edificio adeguate condizioni di comfort ambientale, inteso come soddisfacimento dei requisiti di controllo del microclima interno e dell’illuminazione naturale, limitando al minimo l’intervento degli impianti che comportano consumi energetici da fonti convenzionali. Casa Buderus è un esempio di grande valore non solo per l’importanza scientifica ma anche per il suo significato culturale. Rivolgendosi a professionisti del settore termotecnico, pubblica amministrazione, imprenditori immobiliari, potenziali abitanti, studenti e ricercatori, il progetto intende sensibilizzare i visitatori del laboratorio circa i temi che hanno come orizzonte generale rispetto dell’ambiente e uso ridotto delle risorse energetiche non rinnovabili.
Edilizia settore sempre in movimento
Il 2007 può essere ricordato come l’anno che fissa, per le costruzioni, il periodo più lungo di crescita ininterrotta registrato dal 1970 a oggi, con volumi produttivi nel complesso assestati sui livelli del 2006. Questo straordinario trend di crescita, che risulta quantificabile in circa 26 punti percentuali tra il 1998 (anno di origine del ciclo positivo) e il 2007 a fronte di uno sviluppo del Pil nazionale pari al 13,6% per lo stesso periodo, ha ovviamente offerto un contributo decisamente significativo al sistema economico italiano anche in termini occupazionali. Tale settore, infatti, nel primo semestre 2007, ha occupato 1.948.000 persone, il 27,9% degli occupati dell’industria e l’8,4% di tutti i settori economici (si stima inoltre che l’immobiliare occupa circa 400 mila unita). Nel corso del 2007, pur trattandosi del nono anno di crescita consecutiva del settore delle costruzioni, è emerso un tasso di incremento più contenuto rispetto alle previsioni e, per la prima volta dopo otto anni, inferiore a quello del Pil. Un dato, questo, che sembra preludere all’interruzione del trend crescente, come era stato previsto dall’Ance per il 2008. Un dato che sembra preludere all’interruzione della tendenza . Questo rallentamento della crescita settoriale, principalmente dovuto, secondo le indicazioni delle imprese, al persistente calo delle opere pubbliche e alla staticità della nuova edilizia abitativa, traccia un quadro di generale stazionarietà per il comparto edile, con un +0,4% reale (a fronte del +2,1% registrato nel 2006), fissando gli investimenti in costruzioni, per il 2007, sui 150.455 milioni di euro, diversamente da quanto previsto nello scorso mese di giugno (+0,9%). Questa correzione al ribasso risulta imputabile, per gran parte, a un andamento particolarmente negativo riscontrato per le opere pubbliche, rispetto a quanto segnalato nel primo semestre del 2007, e da tassi di crescita sempre più contenuti e principalmente sospinti, dalla riqualificazione dell’esistente, nel subcomparto delle abitazioni.
Professioni:La riforma secondo l’Anammi
Per il presidente Bica “il decreto qualifiche non ha cambiato nulla, per riconoscere il ruolo delle associazioni occorre una legge ad hoc. Purtroppo, manca in Italia la cultura delle professioni e del lavoro autonomo. Ma chi andrà a Palazzo Chigi dovrà prendere posizione sul tema “La legge per il riconoscimento delle associazioni non potrà essere rinviata ancora a lungo”. A dirlo è Giuseppe Bica, presidente dell’ANAMMI, che al prossimo governo chiede una normativa in grado di valorizzare il ruolo sociale ed economico delle organizzazioni professionali. In particolare, Bica sottolinea lo scarso dibattito politico sul tema. “I programmi di partito trascurano uno dei dossier più delicati che la prossima compagine governativa si ritroverà sul tavolo – afferma il leader dell’associazione degli amministratori immobiliari – ma chi andrà a Palazzo Chigi non potrà fare a meno di prendere una posizione chiara”. Questo perché, afferma il numero uno dell’ANAMMI, “i professionisti rappresentano una forza in grado di assicurare il 12% circa del prodotto interno lordo italiano”.
Fiaip:”Credito più sicuro ed avanti con la riforma degli intermediari creditizi”
La Fiaip non condivide e contrasterà con la forza della ragione ogni tentativo di escludere la possibilità posta in capo al Mediatore Creditizio di percepire un compenso dal proprio cliente qualora già lo si percepisca dall’istituto finanziatore “. Così il presidente nazionale Fiaip Franco Arosio illustrando in questi giorni a tutte le forze politiche il manifesto programmatico per la prossima legislatura che vede la Federazione italiana degli agenti immobiliari, aderente a Confindustria e Confedilizia, scommettere anche su una nuova e maggiore professionalità dei Mediatori Creditizi, oggi ancora spesso assimilata a quella degli agenti in attività finanziarie. ” La natura della contrasto – precisa Angelo Manlio Pavan, vicepresidente nazionale Fiaip con delega al settore della mediazione creditizia – è da ricercarsi nella figura stessa del mediatore che, se pagato da una sola delle due parti, perderebbe la sua natura di soggetto super – partes, venendo di fatto omologato ad un Agente in Attività Finanziaria, attività tanto diversa da dover essere ritenuta per Fiaip incompatibile”. Gli agenti immobiliari e i mediatori creditizi Fiaip vogliono un Paese che funzioni, in cui vi sia più certezza legislativa per gli intermediari e i cittadini consumatori, più garanzie e trasparenza per gli acquirenti e più professionalità per gli operatori immobiliari. ” Chiunque guiderà il paese in futuro – sottolinea il presidente nazionale Fiaip Franco Arosio – dovrà riprendere in mano il progetto di riforma della figura professionale del Mediatore Creditizio per dare una più stringente regolamentazione all’accesso ed all’esercizio della professione dell’intermediario creditizio “. Sarà pertanto necessario il riconoscimento della professionalità da parte delle Associazioni di Categoria o da parte di apposito organismo costituito da queste stesse, con gli istituti di credito, gli intermediari finanziari e le associazioni dei consumatori, così come sarà necessario prevedere la possibilità di esercizio della professione, oltre che sotto forma di società di capitali, anche sotto forma di ditta individuale, consorzio di imprese, società di persone, società consortile.
Fiaip presenta il Manifesto programmatico per la prossima legislatura
” Gli agenti immobiliari e i mediatori creditizi vogliono un Paese che funzioni, in cui vi sia più certezza legislativa per gli intermediari e i cittadini consumatori, più garanzie per gli acquirenti e più professionalità per gli operatori immobiliari. A sostenerlo è Franco Arosio, presidente nazionale Fiaip, che chiede a chiunque andrà al governo di rimettere in moto il mercato immobiliare e rilanciare la crescita del settore del Real Estate, dando al contempo più certezze agli operatori immobiliari e maggiori garanzie ai consumatori che si rivolgono alle agenzie immobiliari e ai mediatori creditizi. “Non sono inoltre più accettabili ritardi ed immobilismi – dichiara Franco Arosio – in materia di fiscalità immobiliare da parte di chi governerà. E’ stata fin troppa negli ultimi anni la confusione ingenerata da parte del legislatore”. La Fiaip, Federazione italiana degli agenti immobiliari, aderente a Confindustria e Confedilizia, scommette in primis sullo snellimento delle procedure per gli agenti immobiliari. Oltre al mantenimento del ruolo istituito presso le Camere di Commercio e la conservazione della Legge 39/89 con il ripristino della Commissione Camerale Consultiva, nonché il reinserimento della rappresentanza di categoria degli agenti immobiliari nella Commissione esaminatrice, si propone l’ eliminazione dell’obbligo posto in capo all’agente immobiliare riguardante la registrazione dei preliminari dei compravendita e la responsabilità del pagamento in solido della tassa di Registro su tutti i contratti di natura negoziale, in subordine l’estensione della responsabilità del pagamento in solido a tutti i soggetti interessati nell’operazione di compravendita immobiliare.