BCE: e’ necessario dissuadere Trichet dalla volonta’ di aumentare il tasso di sconto

 Al 4% ha già’ causato innumerevoli disastri sul fronte dei mutui, ora bisogna diminuirlo. Pur essendo rispettosi dell’autonomia delle Banche Centrali, noi chiediamo con grande determinazione che si intervenga per dissuadere la volontà del Governatore Trichet ad aumentare il tasso di sconto. Molti operatori politici ed economici sostengono il fatto che, in Europa ed in particolare in Italia, l’inflazione venga determinata da fattori esogeni, come l’aumento delle materie prime. A prescindere dalla discussione in atto, se incidono di più le speculazioni o la domanda in crescita nel mercato, tali aumenti sono anche dovuti al differenziale del tasso di sconto nei paesi occidentali, che ha determinato una forte valutazione dell’Euro rispetto al Dollaro. Si pensava forse e si pensa oggi che i produttori di materie prime, a partire da quella fondamentale del petrolio, vogliano vedere diminuiti i propri introiti, dato che le materie prime vengono vendute in valuta statunitense? Logica e realtà dimostrano come ciò sia poco realistico e, ogni qualvolta si fa un’operazione che tende a indebolire il Dollaro, si ha una reazione immediata di rialzo delle quotazioni delle materie prime.

Conti pubblici, Italia fuori da procedura d’infrazione UE

 L’Italia è uscita formalmente dalla procedura d’infrazione dell’Ue, avviata nel luglio del 2005 per via del deficit eccessivo di bilancio. Ieri il Presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker aveva promosso il piano del Governo Italiano: apprezzamenti su detassazione degli straordinari e ricontrattazione dei mutui. Martedi mattina il Consiglio Ecofin, riunito a Lussemburgo, ha decretato l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. La sanzione era stata emanata nel 2005. Come ha spiegato l’organo europeo in un comunicato, la decisione tiene conto del fatto che nel 2007 il rapporto deficit-Pil del nostro Paese è sceso sotto il tetto del 3% “in maniera credibile e sostenibile”. Lunedi i Ministri delle Finanze della zona euro, riuniti in via straordinaria a Francoforte per celebrare i 10 anni della Banca Centrale Europea (Bce), avevano ascoltato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sul programma di Bilancio del governo Berlusconi. A conclusione dell’incontro il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker aveva promosso il piano fiscale del Ministro dell’Economia apprezzando, in particolare, gli sgravi fiscali varati dall’esecutivo italiano e l’introduzione della possibilità di ricontrattare le rate dei mutui.

Mutui: Irrigidimento delle condizioni di concessione del credito

 In arrivo una boccata d’ossigeno per gli italiani. Oltre al taglio dell’Ici e alla detassazione degli straordinari giunge, a sorpresa, l’accordo tra Abi e Ministero dell’Economia per congelare le rate dei mutui a tasso variabile. In particolare, l’accordo premetterà di rinegoziare i contratti stipulati a partire dal 2007, ma con una rata fissa “fuori mercato” uguale a quella pagata in media nel 2006. All’inizio, la durata del mutuo resterà la stessa e l’allungamento eventuale dipenderà dai tassi d’interesse; in sostanza, se la curva sarà cresciuta il periodo salirà, se sarà scesa si pagherà meno. Si tratta di una manovra che dotrebbe riguardare circa un milione di italiani.
La Bce ritiene che l’economia dell’Eurozona abbia finora resistito al rallentamento globale, alla crisi finanziaria e che nel primo semestre, probabilmente, avrà una capacità di ripresa, infatti, ha lasciato invariati i tassi d’interesse al 4%. Con questa decisione, la Bce mantiene il tasso di rifinanziamento principale al 4%, quello marginale al 5% e quello sui depositi overnight al 3%. Il divario fra il costo del denaro in Eurolandia (misurato dal tasso principale), e quello negli Usa è pari a 2 punti percentuali, dopo che il 30 aprile scorso la Federal Reserve ha tagliato di 25 punti base i tassi sui Fed Fund, portandoli al 2%. Il Fondo ha chiesto alla Bce di abbassare i tassi dall’attuale livello, imitando la Fed e la Boe, ma la Bce ritiene che l’attuale posizione di politica monetaria contribuisca alla stabilità dei prezzi.
Secondo Kiron, nel 2007 il credito ipotecario destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni presenta un volume di erogazioni in linea con quello del 2006, con una differenza negativa di 150 milioni di euro (-0,23%).