Palermo. Il mercato immobiliare del primo semestre 2009 secondo Tecnocasa

 L’ Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa ha analizzato l’ andamento del mercato immobiliare di Palermo, quartiere per quartiere, nel primo semestre dell’ anno. Nello speciale anche indicazioni sul trend domanda / offerta e sugli sviluppi urbanistici legati ai nuovi interventi in corso nella città

In diminuzione del 3.0% le quotazioni delle abitazioni a Palermo nella prima parte del 2009. La macroarea del centro di Palermo è quella che ha subito il calo dei prezzi più sensibili nella prima parte del 2009 (-6.5%), soprattutto in seguito alla performance del quartiere Olivuzza e della zona intorno a via Dante.

La motivazione, comune per entrambe le zone, è da ricercarsi nella minore domanda che si è venuta a determinare in seguito alla restrizioni di accesso al credito e nella maggiore offerta presente sul mercato. Chi ha il capitale a disposizione per acquistare riesce a spuntare prezzi interessanti soprattutto verso coloro che hanno necessità di vendere.

Piu’ del 50% degli italiani vive in case “modeste”

 Da un indagine emerge che una buona parte delle famiglie italiane vive in case poco più che modeste. I nuclei familiari che vivono in case «tipiche», dai trulli della Puglia alle baite delle Dolomiti, sono 15.568 (fonte Agenzia del Territorio). Al di là delle case un pò fuori dalla norma c’è comunque nei nuovi dati la conferma che la maggior parte delle abitazioni italiane, oltre il 57%, sono modeste, dai 2 ai 5 vani, compresi bagno e cucina. Lo stock complessivo delle unità immobiliari italiane, residenziali e non, ammonta, secondo i dati dell’ultimo censimento del Territorio, a 62,5 ml di unità, di cui più del 50% sono abitazioni (gruppo A al catasto). Metà delle costruzioni sono al Nord e lo stock risulta dal 2006 al 2007 aumentato del 2,8%. CASE DI LUSSO. Su 31,4 ml di abitazioni, sono 42.361 le case nelle categorie catastali A1, A8, A9 (case di pregio, ville e castelli). Quindi le case-vip sono 1 ogni circa 740 case «normali». CASA MEDIA OLTRE 113 MQ. Non è proprio piccola l’abitazione media degli italiani ma come al solito il dato contiene dal monolocale alla quasi-reggia.

Può sempre essere richiesta la revisione del classamento di un immobile

 Deve essere sempre riconosciuta ad ogni titolare di immobile la facoltà di chiedere una diversa classificazione catastale e quindi una diversa rendita del bene e, in caso di risposta negativa, di rivolgersi al giudice tributario. E’ l’importante principio stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 22557 del 22.5.’08. Il giudice fa presente la sentenza procederà ad una valutazione in cui ben può tener conto di mutate condizioni, della vetustà dell’edificio, della non rispondenza dell’immobile alle esigenze attuali; e potrà eventualmente disapplicare i criteri elaborati dalla Amministrazione.
I termini di abitazione “signorile”, “civile”, “popolare” esemplifica la Cassazione richiamano nozioni presenti nell’opinione generale e cui corrispondono caratteristiche che possono con il tempo mutare, sia sul piano della percezione dei consociati (si pensi al maggior rilievo che assume nella mentalità di oggi il numero dei servizi igienici, la collocazione centrale o periferica di un immobile), sia sul piano oggettivo per il naturale deperimento delle case, cui non abbia posto rimedio una buona manutenzione; o per le mutate condizioni dell’area ove l’immobile si trovi.