Immobile scadente, niente certificazione energetica

 Immobile scadente niente certificazione energetica

A decorrere dall’ 1.7.’09, il d.lgs. n. 192 / ’05 ha previsto – salvo diversa disposizione regionale – che ogni singola unità immobiliare, in caso di trasferimento a titolo oneroso, sia dotata a cura del venditore dell’ attestato di certificazione energetica

Al proposito, occorre però tenere a mente la rilevante novità introdotta dalle Linee Guida di cui al d.m. 26.6. ’09 a favore dei proprietari di immobili di scarsa qualità dal punto di vista del consumo energetico. Questo provvedimento, infatti, contiene una previsione secondo la quale, per gli edifici di superficie ”utile” (cioè calpestabile) inferiore o uguale a 1000 mq e ”ai soli fini di cui al comma 1 – bis, dell’ articolo 6”, d.lgs. 192 / ’05 – e, quindi, per il solo caso di trasferimento a titolo oneroso di edifici realizzati o radicalmente ristrutturati in base a titolo richiesto precedentemente all’ 8.10.’05 -, il proprietario, ”consapevole della scadente qualità energetica” del suo immobile, può scegliere di ottemperare agli obblighi di legge attraverso un’ autodichiarazione (da trasmettere, in copia, alla Regione o Provincia autonoma competente per territorio entro 15 giorni dalla data del rilascio) in cui afferma che ”l’ edificio è di classe energetica G’‘ e che ”i costi per la gestione energetica dell’ edificio sono molto alti”.

Manutenzione funzionale degli edifici. Interventi liberalizzati

 Manutenzione funzionale degli edifici. Interventi liberalizzati

L’ articolo 5 del DL n. 40 del 25 / 3 / 2010 ha sostituito integralmente la norma contenuta nel TU Edilizia (DPR n. 380 / 2001) che disciplina i casi di intervento che possono essere realizzati senza alcun titolo abilitativo.

Oltre al rispetto delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico – sanitarie e di quelle relative all’ efficienza energetica e delle disposizioni di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio, con la riscrittura dell’ articolo 6 del TU Edilizia diventano dieci le categorie di interventi soggette ad attività edilizia libera.
 

Decreto legge semplificazione edilizia, Confedilizia: si può salvare ma il governo deve correggerlo

 Decreto legge semplificazione edilizia, Confedilizia: si può salvare ma il governo deve correggerlo. A proposito del decreto legge varato dal Governo in materia di semplificazione edilizia (di cui è prevista la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale oggi stesso), il Presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, ha dichiarato:

”La storia delle semplificazioni edilizie è una storia già scritta, è quella del Piano Casa. Anche quest’ ultimo è stato di fatto e in gran parte svuotato di significato dalle normative regionali. E anche il decreto legge sulla deregulation in casa è destinato a finire nel nulla, cozzando contro una congerie di normative regionali restrittive.

Incentivi casa. Piccoli lavori a rischio per lo stop alla Dia

 Incentivi casa. Piccoli lavori a rischio per lo stop alla Dia Il decreto legge sugli incentivi sulla casa mette rischio la liberalizzazione dei lavori in casa. È possibile che la norma varata dal Governo si possa applicare soltanto in Sardegna e Friuli – Venezia Giulia, che avevano già cancellato la denuncia di inizio attività (dia) per le manutenzioni straordinarie. Il decreto legge sugli incentivi modifica infatti il Testo unico sull’ edilizia senza toccare le prerogative delle Regioni.

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri di venerdì scorso, avevano spiegato che il Governo ha voluto evitare conflitti con le competenze dei governatori. Non vengono toccate neanche le prerogative dei Comuni che possono continuare a far valere strumenti urbanistici e regolamenti edilizi varati prima della liberalizzazione voluta dal Governo.

Il decreto legge sugli incentivi – il cui testo definitivo dovrebbe andare alla firma del Capo dello Stato – interviene sull’ articolo 6 del Testo unico sull’ edilizia (Dpr 380 / 2001): una norma che elenca le attività edilizie libere (tra le quali ora vengono inserite la manutenzione straordinaria e altre sei tipologie minori di intervento) e si applica ”salvo più restrittive previsioni previste dalla disciplina regionale e dagli strumenti urbanistici”.

Fiscalità. Acquisti contestuali di abitazione e pertinenze

 Fiscalità. Acquisti contestuali di abitazione e pertinenze. Chiarimenti su imposta di registro – ipotecaria e catastale

In caso di trasferimento, soggetto ad Iva, di abitazione con più pertinenze, l’ imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa (pari a 168 euro ciascuna) si applicano una sola volta, a prescindere dal numero di unità immobiliari oggetto di compravendita e dall’ aliquota Iva a queste applicata.

Questi i chiarimenti forniti dall’ Agenzia delle Entrate con la Circolare n.10 / E del 12 marzo 2010. In particolare, l’ Amministrazione finanziaria ritorna sul tema, già preso in esame con la Risoluzione n.139 del 20 giugno 2007 (*1), della cessione di un’ abitazione e relative pertinenze, soffermandosi, nello specifico, sul regime applicabile, ai fini dell’ imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale, al trasferimento contestuale dell’ abitazione e di più unità immobiliari pertinenziali all’ abitazione.

Nasce il Progetto Europeo ProSTO. Un aiuto ai Comuni per rendere obbligatorio il solare termico

 Nasce il Progetto Europeo ProSTO. Un aiuto ai Comuni per rendere obbligatorio il solare termico. Il Progetto Europeo ”ProSTO’‘, co – finanziato dalla Commissione Europea nell’ ambito del programma Intelligent Energy Europe, ha l’ obiettivo di supportare le autorità locali nella pianificazione, sviluppo, introduzione e gestione di ordinanze solari efficaci. L’ obiettivo, quindi, è quello di sostenere gli Enti nell’ introduzione dell’ obbligo di installare impianti solari nei regolamenti edilizi comunali.

Chi è ProSTO. È un consorzio composto da numerose città europee, dalla regione Lazio, dalla Federazione Europea solare termico e coordinato dall’ Istituto di ricerche italiano Ambiente Italia.

Le ordinanze solari (Solar Thermal Obligations – STO) sono norme che impongono l’ obbligo di installare impianti solari ai proprietari di edifici nuovi o ristrutturati. In molti casi attuano leggi nazionali o regionali, spesso per mezzo di regolamenti edilizi comunali.

Piano Casa: al via gli interventi in Campania e Molise

 Piano Casa: al via gli interventi in Campania e Molise. Ad eccezione dell’ Abruzzo in tutte le altre Regioni che hanno varato la legge sul Piano Casa 2 è possibile realizzare gli interventi straordinari di ampliamento e demolizione ricostruzione con il riconoscimento di cubature premiali aggiuntive. Sono, infatti, scaduti di recente i termini assegnati ai Comuni del Molise e della Campania per deliberare in merito alla attuazione degli interventi.

Si ricorda, infatti, che molte leggi regionali hanno previsto la possibilità per i Comuni di delimitare o addirittura escludere l’ ambito di applicazione degli interventi in relazione a determinati ambiti o immobili dei rispettivi territori sulla base di motivate esigenze di carattere urbanistico, paesaggistico ambientale, architettonico ecc. Tra le facoltà assegnate ai Comuni prevista anche la possibilità di prevedere ulteriori sconti sul contributo di costruzione e di indicare a quali parametri qualitativi e quantitativi stabiliti dagli strumenti urbanistici è possibile derogare.

Finanziaria 2010 – Agevolazioni per l’ Abruzzo

 Finanziaria 2010 – Agevolazioni per l’ Abruzzo. L’ Agenzia delle Entrate, con Provvedimento del 1° marzo 2010, ha definito le modalità di dichiarazione e versamento dell’ imposta sostitutiva dell’ IRPEF derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo nella provincia de L’ Aquila.

In merito, si ricorda che la Legge 23 dicembre 2009, n.191 (Finanziaria 2010), con riferimento alle disposizioni in favore dei territori interessati dagli eventi sismici dello scorso 6 aprile 2009, che hanno colpito la regione Abruzzo, ha previsto l’ introduzione, in via sperimentale per l’ anno 2010, di un’ imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, con aliquota pari al 20%, per il reddito derivante dalla locazione delle abitazioni situate nella provincia de L’ Aquila (art.2, c.198 e c.228).

Energie rinnovabili. Norma prorogata a gennaio 2011

 Il ddl di conversione del DL 194 / 2009 Milleproroghe approvato dal Senato rimanda al 1° gennaio 2011 la scadenza entro la quale, per i nuovi edifici, è obbligatoria l’ installazione di impianti da energie rinnovabili per il rilascio del permesso di costruire, secondo i regolamenti edilizi.

La norma modifica l’ articolo 4, comma 1 – bis, del Testo Unico dell’ edilizia (Dpr 380 / 2001): nei regolamenti edilizi, per il rilascio del permesso di costruire per gli edifici di nuova costruzione, è prevista, infatti, l’ installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell’ intervento. Per i fabbricati industriali con superficie non inferiore a 100 metri quadrati la produzione energetica minima è di 5 kW.

Attestato energetico, ci vuole o no?

 Se si fosse fatto apposta, non si sarebbe riusciti a fare meglio. La confusione, nel campo delle certificazioni energetiche, è ad un livello intollerabile, non degno di un Paese civile: complice una classe politica che di tutt’ altro – nella sua generalità – si cura, e che non si dà carico dei problemi della gente neanche quando essa stessa li ha creati (essenzialmente, nel nostro caso, attraverso la riforma costituzionale del 2001).

Così, gli interessati non sanno cosa fare e i consulenti cosa consigliare (se non di fare tutto, e di più, per star sul sicuro). Il risparmio energetico, non interessa a nessun politico, o quasi: interessa, ai più, creare lavoro buroindotto, formare i certificatori e dargli più lavoro possibile (e solo a questo fine, la confusione è funzionale). Ma l’ Attestato energetico, ci vuole o no?

In materia, è comunque intervenuto un cristallino provvedimento del Tribunale di Varese che – tanto per cominciare – due punti fermi li pone. Innanzitutto, si stabilisce in esso l’ illegittimità costituzionale della previsione (ad opera delle Regioni) dell’ obbligo di allegare l’ attestato di certificazione energetica ai decreti di trasferimento degli immobili interessati a procedimenti esecutivi.

Risparmio energetico, non cumulabile con altri incentivi la detrazione del 55%

 La detrazione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica non è cumulabile con eventuali contributi riconosciuti, per gli stessi interventi, dall’ Unione Europea, dalle Regioni o da enti locali. Queste le precisazioni contenute nelle Risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate n. 3 / E del 26 gennaio 2010.

La detrazione del 55% (articolo 1, commi 20 – 24, legge 244 / 2007), attualmente applicabile fino al periodo d’ imposta 2010, secondo quanto originariamente previsto dall’ art.10, comma 2, del D.M. 19 febbraio 2007, risultava compatibile con specifici incentivi disposti da Regioni, Province e Comuni, per i medesimi interventi, ed incompatibile con incentivi statali (quali, ad esempio, la detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie).

Successivamente è stato emanato il Decreto Legislativo 30 maggio 2008, n.115 che prevede espressamente, dal 1° gennaio 2009, la non cumulabilità tra gli incentivi di ogni natura attivati dallo Stato per la promozione dell’ efficienza energetica con ulteriori contributi comunitari, regionali o locali.

Piano Casa. Fondi immobiliari per 100 mila alloggi in cinque anni

 Il Piano Casa quasi in dirittura d’ arrivo per risolvere il problema del disagio abitativo. Gli stanziamenti, grazie alla movimentazione dei capitali, potrebbero raggiungere 7 miliardi di euro, da investire nella costruzione o nel recupero di 100 mila alloggi nei prossimi cinque anni, da destinare a nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito residenti in Italia da almeno 10 anni o almeno 5 nella medesima regione.

Il fondo avrà una durata di 30 anni, con un rendimento del 2%. Gli investitori non possono recedere dall’ investimento, tranne in alcuni casi citati dal regolamento: liquidazione anticipata e rimborso parziale per disinvestimenti. Il testo approvato prevede anche la possibilità di trasferire delle quote tra investitori qualificati.

I progetti finanziabili saranno valutati in base al grado di fattibilità, dimensione e stato di avanzamento. Preferiti gli interventi che non implicano il consumo di suolo, come ristrutturazioni e recupero delle aree destinate alla riqualificazione urbana, e i progetti che coinvolgono coordinamenti di più Comuni e danno priorità agli edifici di classe energetica B.